martedì 2 ottobre 2012

the show must go on!

Francesco “Frankie” de Stena - disegnatore di una delle storie di P8





- Ciao Frankie, saluta pure chi vuoi.

Ciao mamma, ciao papà… ce l’ho fattaaaa! XD

- Perché lavorare al “Prigioniero 8”?

Perché l’idea in sé è molto stimolante e potente, perché è sempre bello mettersi alla prova e cimentarsi con cose nuove, e poi voglio dire… mi viene chiesto di disegnare una storia dai toni cupi, cosa chiedere di più?

- Che parte hai avuto nel progetto?
Credo di essere un semplice collaboratore, a parte seguire la mia storia non ho fatto altro. I ragazzi della Damage sono super organizzati e mi hanno fatto sentire sempre a casa (seppur virtualmente parlando).

- Ti sei trovato bene con la Damage Comix o la palla al piede era troppo scomoda?
Benissimo! Nonostante la giovane età (credo di tutti) e la poca esperienza (relativamente) nel campo del fumetto vero e proprio, ho trovato persone molto attente, serie, disponibili e convinte del loro mestiere. Davvero, è stato come essere già catapultato nel mondo professionistico. Una bella esperienza.

- Rifaresti l’esperienza?
Mi ripeto, assolutamente sì. Quando si lavora bene è difficile rifiutare ;) Anche se attualmente vorrei un attimino ributtarmi sulle mie storie e capire che strada sta prendendo il mio vero io (ok, periodo di crisi artistica mode on!).

- Ipotizziamo che la vita fosse una storia a fumetti,chi ti ha scritto?Chi ti ha disegnato?
Sicuramente un tipo molto sadico e bastardo dentro. E per bilanciare questo suo slancio di animosità spero proprio abbia la capacità di coniugare l’arte della scrittura con quella del disegno.
Se proprio devo identificarlo con nome o cognome (ergo eleverei la mia vita ad arte, cosa molto improbabile…) potrebbe essere Charles Burns, o Kentaro Miura.

- Di il nome di una storia che avresti voluto disegnare tu. Intendo tra quelle che fanno parte della tua esperienza da lettore.
Ok, mettiamola così. Mi piacerebbe aver successo con una storia tutta mia che rivoluzioni un genere fumettistico. Mi piacciono le storie originali, quelle che ti fanno riflettere o che semplicemente sono capaci di trasportarti nel loro mondo. A modello prenderei sicuramente manga come “Ken il guerriero” di Tetsuo Hara e Buronson o “Berserk” di Kentaro Miura. Come fumetto americano “The walking dead” di Robert Kirkman. Bene, ora ritorno nel mio stanzino a rimuginare e deprimermi…

- Chi sono i tuoi autori di riferimento?
Tantissimi, risposta forse un po’ banale, ma assolutamente vera. In generale credo veniamo influenzati impercettibilmente da tutti gli autori che leggiamo e che amiamo, ma anche da quelli che odiamo, se non altro da loro puoi capire come non-si-deve-fare-un-fumetto. Più nello specifico su tutti direi Alberto Breccia e Dino Battaglia per la loro squisita visione del bianco e nero e per le atmosfere che riuscivano a creare nelle loro tavole.

- Dicci il tuo:cibo preferito,gruppo musicale preferito,film preferito e video game preferito.
Andando in ordine: ragù alla bolognese, Nirvana, “Will Hunting – Genio ribelle” di Gus Van Sant, Silent Hill.

- Ti dicono che domani finisce il mondo. Cosa fai?
Andrei nella paranoia più assoluta, troppe cose da finire, da fare, da creare, per lasciarle all’umanità superstite (perché secondo me qualcuno sopravviverà sempre e comunque, magari non i migliori…)

- Ti dicono che era una burla. Cosa fai?
Ok, spedizione punitiva contro chi mi ha passato l’informazione. E’ d’obbligo!

- Nella speranza che questa esperienza con Damage possa averti insegnato qualcosa,ci puoi dire cosa?
Una su tutte, il rispetto verso il lavoro altrui.

- Sei soddisfatto di come hai prodotto la tua storia?
Abbastanza, ma si può fare sempre meglio!

- Cambieresti qualcosa?
Se tornassi indietro, probabilmente cambierei il tempo, o lo fermerei. Ho portato avanti questo fumetto in contemporanea con i miei impegni lavorativi. Per cui ho dedicato tutti i miei ritagli di tempo alla causa, avendo una visione molto spezzettata del mio lavoro. Se potessi tornare indietro, cambierei l’approccio, mi sarebbe piaciuto avere una visione più lineare e meno discontinua di quello che stavo facendo.

- Cosa diresti per convincere un amico a comprare il “Prigioniero 8?
Che è una bomba! E poi se non lo compra che amico è?!

- E per convincere un collega disegnatore?
Che è un prodotto fatto con cuore e passione e solo per questo meriterebbe di esser comprato. Inoltre la qualità è buona, per cui sono soldi spesi bene!

- E per convincere un editor?
Più o meno quello che direi a un collega disegnatore, con l’aggiunta che abbiamo fame e un lavoretto ben pagato non farebbe male a nessuno! :P

- Spiegaci una cosa folle che saresti pronto a fare pur di lavorare nel mondo dei fumetti.
Dire che Twilight è la migliore saga goth-fantasy degli ultimi 20 anni può valere? O__o

- Cosa rispondi a chi sostiene che fare il disegnatore di fumetti sia un gioco?Che non è un lavoro?
Lo prenderei una settimana a collaborare con me e gli farei vedere cosa significa passare 14-15 ore al giorno sul tavolo da disegno. Basta quello. Sarei curioso di vedere la sua resistenza il sabato e la domenica tra l’altro!

- La tua citazione preferita.
“Dobbiamo cercare di fare il meglio di cui siamo capaci. E’ la nostra sacra responsabilità di esseri umani. Qualsiasi cosa in meno è imperdonabile” Non ricordo da dove l’ho presa, ma direi che mi identifica al 100%.

Damage comix in una parola.
Imperdibile!

Ciao Frankie e grazie!!
Grazie a te!

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